Il Santuario Interiore
Racconto 28 di 46

Il Santuario Interiore

“Un rifugio nella luce perpetua della coscienza”

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Di cosa parla

Il racconto

Migliaia di candele perpetue ardono serene, senza consumarsi né vacillare. La luce nasce da una galassia di fiamme — e ogni fiamma danza in un balletto lento e ipnotico.

Chiudi gli occhi. Il respiro diventa guida. Scivoli con dolcezza lungo il filo d'oro del respiro, superi veli di coscienza, e arrivi in uno spazio che la parte più intima di te riconosce. Pietra scura, colonne luminose, drappeggi cremisi, un bacino d'acqua immobile che specchia le candele. L'aria porta un profumo sottile di cera d'api, una traccia mielata che si intreccia a un'eco balsamica e resinosa. Pietra scura, colonne luminose, drappeggi cremisi, un bacino d'acqua immobile che specchia le candele.

««Le candele perpetue ardono serene, senza consumarsi né vacillare, e ogni fiamma danza in un balletto lento e ipnotico.»»

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Lascia che ti racconti

Questo racconto parla di uno spazio sacro che si apre quando chiudi gli occhi. Pareti di pietra scura, colonne luminose, drappeggi cremisi, un bacino d'acqua immobile che specchia le candele. Le fiamme danzano in un balletto lento e ipnotico.

Rifugio Silenzio Presenza Quietanza Contemplazione

Atmosfera: Silenzioso, intimo, profondo, sereno, avvolgente

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Il racconto completo ti aspetta nel libro.

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