La Stanza degli Echi Perduti
“Un rifugio per cio' che non si e' mai smarrito”
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Una scatola di ciliegio, senza nome, sullo scaffale all'altezza del cuore. La sollevi: è calda, sembra respirare.
C'è una porta in un vicolo che non ricordi. La sfiori, e si apre su uno spazio dove riposano le cose che credevi perdute. Scaffalature altissime, etichette sbiadite — «Sogni d'infanzia mai raccontati», «Promesse sussurrate al crepuscolo». Ma tu trovi una scatola senza nome. Dentro, un ditale d'argento con ammaccature gentili, adagiato su velluto blu notte. Lo sfiori, e Un ditale d'argento con ammaccature gentili, adagiato su velluto blu notte. Lo sfiori.
««Appena lo sfiori, qualcosa dentro si apre. Non un ricordo, ma una presenza.»»
Questo racconto parla di una stanza nascosta dove riposano le cose che credevi perdute. Un ditale d'argento su velluto blu notte, una bambola di pezza, una lettera sigillata. Il giradischi crepita.
Atmosfera: Ovattato, silenzioso, malinconico, intimo, sospeso, dolce