Il racconto
Il chiarore non viene da lampade o candele: nasce fuori, nella nebbia, ed entra dalle finestre tonde come acqua filtrata. Non abbaglia: accarezza le pareti circolari come una corrente tiepida.
C'è un faro che non compare sulle mappe. Ci arrivi quando il mondo tace, richiamato da una voce quieta che nasce dentro. Sul tavolo, conchiglie madreperlacee, mappe con isole mai disegnate, sabbia d'argento che scivola tra le dita. Sali alla lanterna: le lenti ruotano senza fretta, raccolgono il chiarore e lo rimandano al largo. Nell'aria resta un filo di salsedine, un'ombra di vernice antica. Qui ogni cosa invita a lasciar andare — e il corpo si accorge di quanto sia dolce restare.
««Le lenti ruotano senza fretta, raccolgono il chiarore e lo rimandano al largo.»»
Questo racconto parla di un faro che non compare sulle mappe. Il chiarore entra dalle finestre tonde come acqua filtrata, accarezza le pareti circolari. Le lenti ruotano senza fretta, raccolgono il chiarore e lo rimandano al largo.
Atmosfera: Silenzioso, intimo, profondo, sereno, avvolgente